Lo scrivo adesso perchè sennò poi mi dimentico.
ci sono delle sensazioni che difficilmente si riescono ad esprimere ma che odiano essere rappresentate da stupide frasi, come questa.
"Ma lei non sa cos'è un uomo medio? Un mostro. Un pericoloso delinquente. Conformista. Colonialista. Razzista. Schiavista. Qualunquista." -da "La Ricotta" di Pasolini
ci sono delle sensazioni che difficilmente si riescono ad esprimere ma che odiano essere rappresentate da stupide frasi, come questa.
La vita, i Coldplay e tutto ciò che ha a che fare con le emozioni
La prima volta che li sentii accadde come accade di solito, per caso.
Fu quasi come un primo appuntamento, come un primo bacio, come qualcosa che ti ha segnato e dopo la quale hai capito che difficilmente smetterai di non provare più quelle sensazioni.
Fu su quelle note che capii che i Coldplay sarebbero stati il mio primo gruppo preferito.
Passò il primo periodo, quello di A Rush of Blood to the Head per intenderci (si lo so, sono arrivato un po’ in ritardo) e proprio sulle note di The Scientist, In my place e la mitica Clocks, passai il periodo delle medie.
Arrivò poi dopo un fiorentissimo momento per i “quattro di Londra” X&Y disco di intense emozioni, molto intimista dicono i più, assolutamente espressivo mi sento di dire io.
E’ il tempo di Fix you, Talk, White shadow, The hardest part, ma soprattutto Swallowed in the sea, canzone profondamente triste e per questo culla di tutti quei problemi senza i quali ora non sarei quello che sono.
Dopo quest’ondata di successo i Coldplay si ritirano e inizia, quindi, il periodo sabbatico, periodo d’oro per un musicista sempre in giro per il mondo, periodo nero per i fans, avidi solo di successi.
Passa del tempo dunque, molto tempo.
Quando ecco che alle porte del 2008, in piena digestione di zeppole e panettoni la notizia che i Coldplay in tutto questo tempo non sono stati con le mani in mano bensì hanno lavorato ad un nuovo album, risolleva gli animi e i piedi, che erano riusciti faticosamente a ritornare a terra.
Siamo a febbraio, io intanto ho acquistato più dimestichezza con internet e inizio ad informarmi sugli sviluppi del disco.
Entro nel vortice dell’ultimo aggiornamento, commetto lo stesso errore che ho commesso con la serie “Lost” e quasi come un drogato divento un dipendente dell’ultima notizia: ho bisogno di sapere ogni virgola, ogni singolo spostamento, ogni singola notizia che mi dia la certezza che i Coldplay stiano veramente per tornare.
Sarà un disco nuovo, innovativo, durerà tanto, anzi no poco, sarà breve ma intenso, riporterà delle sonorità latine incontrate con la collaborazione alla realizzazione del disco “rhythms del mundo” (disco che ho comprato solo per la loro presenza), saranno tutti pezzi inediti, saranno tutti i i pezzi scartati da X&Y: un delirio.
Nel momento in cui scrivo il disco non è ancora uscito.
Ho deciso di smettere, di disintossicarmi da questa “newsdipendenza” per poter godere appieno di quello che sarà il nuovo lavoro dei Coldplay, in uscita il 13 giugno.
Amore a primo ascolto, come ogni grande amore che si rispetti difficilmente riuscirò a non farmelo piacere, ma spero almeno di riuscire a rimanere estasiato ancora una volta dalla musica di questi bravissimi ragazzi inglesi.
Come una spirale, come un vortice che ti afferra e che ti spinge ad immaginare, sognare.
Un tornado, dentro il quale una volta entrato è difficile uscire.
La musica è vita solo quando la vita è per te musica.
Jacopo
dal DaveBlog:
Basta, io questo programma l'adoro. La squadra di montaggio della striscia preserale è magistrale, Facchinetti mi appare sempre più adeguato e trovo pure che trasmetta un garbo ed un entusiasmo apprezzabile, la scelta autorale di introdurre ospiti cantanti mi pare molto azzeccata. La dinamica tra i giudici è travolgente. La Ventura è sempre in palese difficoltà concettuale, ma non riesce a starmi antipatica come altrove, sembra molto coinvolta. La Maionchi è una donna di una tenerezza straordinaria e Morgan è Morgan: la sua intelligenza musicale ha conquistato pure me. E poi i cantanti sono personaggi, che non guasta mai. Quando mai ad Amici o a Music Farm vi è fregato di quale canzone cantasse Tizio o Caio? Qui invece non vedi l'ora di sentire come Ilaria farà Fiori rosa fiori di peso, o come gli Aram si produrranno nella riedizione di Battiato. Giunti a questo punto della gara, un paio di considerazioni sui superstiti:
1) Emanuele: io lo trovo di una umiltà esemplare nonchè umanamente meritevole di successo, oltre che dotato di una delle voci migliori e più intonate. Purtroppo però ha deciso di fossilizzarsi nel ruolo del rocker, cosa che alla lunga stufa (personalmente mi stufa anche alla breve), figurarsi se tutto hai meno che la faccia del Vasco della porta accanto (e meno male per te, aggiungo). Quindi , se proprio devo scegliere, non può vincere, anche se l'autore di "Scritto sulla pelle" secondo me merita una possibilità nel mondo discografico
2) Ilaria: qui mi dispiace per i suoi detrattori, ma a me sembra crescere di puntata in puntata. Le sue interpretazioni di canzoni meno ingessate delle solite (se canta ancora Oceano mi metto a urlare) mi sono molto piaciute, mettendo in luce le sue qualità interpretative, che non sono affatto da buttare. Che oltre all'involucro ci sia qualcosa di più? Vabbè, che parlo a fare, io sono innamorato cotto
3) Tony: non è antipatico, borioso o saccente. Però non è il migliore dei cantanti, anche se si è reinventato un graffiato convincente che in Master Blaster mi ha strappato anche un applauso. Quando gorgheggia tipo Alicia Keys però non si può sentire, e poi con quel nome d'arte non vai da nessuna parte, parliamoci chiaro. Vincerà, ma sarà un'ingiustizia
4) Giusy: è brava, non si discute, ma non cavalca un genere che mi fa impazzire. E' abbastanza per escluderla dal podio? Forse no
5) Aram Quartet: sempre più convincenti, tutto quello che toccano si trasforma in oro. La loro versione di Se bruciasse la città fa spellare le mani dagli applausi. Mi hanno fatto conoscere canzoni che nemmeno lontanamente sospettavo, complici di un Morgan a cui bisognerebbe dedicare una statua e consegnare chiavi in mano un programma musicale in seconda serata con ospiti a scelta e licenza di fare tutto ciò che gli passa per la testa
Se i sogni sono il pane degli scrittori, i commenti sono il pane dei blogger (almeno per me).